Giorgio Vaccaro e il no alla Roma

Nella storia ultra centenaria della Lazio ci sono tanti momenti importanti, la creazione, il primo pallone, lo scudetto del 1915. Uno dei momenti fondamentali della storia biancoceleste arriva nel 1927 quando la Lazio dice no alla fusione con la Roma. Come in ogni momento importante ci sarà un personaggio che si eleverà ad eroe per tutelare la Lazio.

Giorgio Vaccaro, anche se non ha mai giocato a calcio con la Lazio, rimane una delle figure storiche più importanti del club biancoceleste. Nel 1922 entra nel direttivo della Lazio e successivamente nel 1933 diventa presidente della FIGC e porta in Italia il Mondiale del 1934. Ma ci sono altri fatti per i quali i tifosi laziali ricorderanno sempre Giorgio Vaccaro. Bisogna tornare al al 1927, in Italia governa il fascismo e come molte dittature anche il fascismo usa lo sport per promuovere il proprio movimento. Anche se Mussolini non fu mai un grande appassionato di calcio capiva l’importanza di questo sport. Cosi Mussolini e il partito fascista vollero creare una nuova squadra che portasse il nome della Capitale inglobando tutte le altre squadre presenti nella città di Roma. Italo Foschi fu incaricato dal partito fascista di creare questa fusione fra più club. A Roma c’erano diverse squadre di calcio, fra cui la Lazio che fu la prima squadra di calcio della Capitale.

Si racconta che alla sede del Lazio arrivò un telegramma con l’ordine di “presentarsi urgentemente al federale Italo Foschi per comunicazioni urgenti”. Olindo Bitetti, allora presidente della Lazio, capì subito le intenzioni e chiamò subito l’amico Giorgio Vaccaro. Bitetti aveva capito perchè era stato convocato e quali erano le intenzioni. Foschi voleva fondere tutte le squadre di Roma per creare questo nuovo club di calcio. Ma Vaccaro, che era uomo di sport ma anche un politico scaltro capi che la Lazio aveva un valore centrale in questa fusione, quasi essenziale. Infatti di tutti i club di Roma , la Lazio era fondamentale perche avere l’unico stadio adatto a poter iscrivere la squadra massimo campionato, lo Stadio delle Rondinelle (l’attuale Stadio Flaminio). 

Quante volte la Lazio è arrivata prima della Roma?

Senza di quello, nessuna nuova squadra di sarebbe potuta iscrivere al campionato di calcio italiano. Vaccaro prese a cuore questa vicenda e si mosse velocemente. La prima cosa che fece e chiedere a Bitetti di nominarlo vicepresidente della Lazio. Questa mossa alla fine si rivelerà vincente. Infatti con quesa nomina alla riunione con Foschi si presentò anche Vaccaro. Foschi era convinto, sfruttando il suo potere politico di poter obbligare Bitetti a cedere alle sue richieste, ma con Vaccaro le cose erano diverse. Il Generale Vaccaro era un politico importante, con autorità maggiore del Federale Foschi. 

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Italo Foschi spiegò  il suo progetto di unire tutte le squadre della Capitale per formare la Roma, che avrebbe avuto i colori giallorossi e avrebbe giocato allo stadio delle Rondinelle. Non solo, nella fusione non sarebbe stato preso nessun giocatore della Lazio. Praticamente il piano di Foschi era quello di inglobare la Lazio e farla sparire prendendo però lo stadio dei biancocelesti, che era ovviamente fondamentale per la Roma. Vaccaro, come previsto, non si fece intimidire da queste parole e replico a Foschi: “Foschi, la Lazio è un’istituzione morale dal 1921 per Regio Decreto, con una sua storia, quindi non può scomparire. Se proprio vogliamo creare una nuova società, va bene , ma il suo nome DEVE essere Lazio, i colori bianco e azzurro e il campo La Rondinella”.

Perchè si chiama Lazio e non Roma?

Infatti il 2 giugno del 1921 con decreto Regio la Lazio viene nominata Ente Morale. Questo perchè durante la prima guerra Mondiale la Lazio trasformò lo stadio Flaminio in orti per i cittadini romani bisognosi. Questa mossa di grande generosità aiutò moltissimi romani in difficoltà e per questo motivo, dopo la fine della guerra la Lazio fu nominata ente morale.

Italo Foschi capí che c’era poco spazio di manovra, Vaccaro era politicamente molto potente e cosi il Federale fu costretto ad abbandonare la sua idea diaggiungere la Lazio alla sua idea di fusione. Per questo i tifosi laziali ringraziano ancora oggi Giorgio Vaccaro, perché se la Lazio esiste ancora è merito di Giorgio Vaccaro e del Regio Decreto. Si dice anche che Vaccaro abbia pronunciato durante queso colloquio questa storica frase per motivare la sua scelta “La Lazio non viene: La Lazio è. La Lazio è nata prima; i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c’erano i tifosi e gli era stata data una squadra a cui supporto”.

Come spesso accade qualcuno dall’altra sponda ha provato a “reinterpretare” la realtà dicendo che fosse la Lazio a chiedere la fusione per problemi economici con le altre squadre romane. I problemi c’erano, ma erano dalla Fortitudo, una delle squadre più antiche della capitale. La fusione doveva riguardare Lazio, Fortitudo e Alba. Sembrava una operazione fatta e avrebbe permesso alla Lazio di allestire una squadra di livello per il massimo campionato. La cosa saltò perchè al momento in cui si doveva chiudere i debiti della Fortitudo erano decisamente superiori a quanto annunciato precedentemente. 

Altra cosa, ovviamente Foschi non poteva uscire perdente dopo questo tentativo di fusione non riuscito e per questo ci furono delle dichiarazioni alla stampa decisamente diverse da quanto realmente accaduto. Su questo, qualcuno ha ricamato provando a cambiare la storia. Ma la realtà alla fine è uscita a galla.

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