Gli stadi della Lazio

La S.S. Lazio, fondata nel 1900, è uno dei club calcistici più antichi e prestigiosi d’Italia. Con una storia ricca di trionfi, sfide e momenti indimenticabili, la Lazio ha sempre avuto un legame profondo con la città di Roma e con i suoi tifosi. Ma oltre ai calciatori, ai trofei e alle leggende che hanno reso grande questo club, c’è un altro elemento che ha giocato un ruolo fondamentale nella sua storia: gli stadi.

Questi luoghi sacri, dove si sono svolte epiche battaglie calcistiche e dove generazioni di tifosi hanno vissuto emozioni intense, sono testimoni silenziosi della grandezza della Lazio. In questo post, ci immergeremo nella storia degli stadi che hanno ospitato la Lazio, seguendo un viaggio cronologico che ci porterà dal primo campo di gioco fino all’iconico Stadio Olimpico. Preparatevi a rivivere momenti storici e a scoprire curiosità legate ai luoghi che hanno fatto da cornice alle gesta dei biancocelesti.

Da Piazza della Libertà alla Farnesina (1900-1914)

La storia della Lazio è intrinsecamente legata ai luoghi in cui ha giocato, e uno dei primi campi storici che ha ospitato la squadra è stato quello di Piazza della Libertà. La Lazio, fondata all’inizio del XX secolo come Società Podistica da nove giovani sportivi guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli, ha iniziato la sua avventura calcistica proprio in questo luogo. Era il 9 gennaio 1900, e la Lazio giocava in quello che era allora conosciuto come Piazza d’Armi, situata nell’attuale rione Prati di Roma.

Il campo, utilizzato per le manovre militari delle vicine caserme, ha visto la Lazio giocare alcune delle sue prime partite storiche. Qui, il 16 maggio 1902, si è svolta la prima sfida stracittadina, in cui la Lazio ha battuto la Virtus per tre a zero. Questo spiazzo erboso, circondato da un doppio filare di alberi, rappresentava all’epoca il margine occidentale della periferia romana.

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Con l’arrivo dell’Esposizione per il cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, la Lazio si trovò nella necessità di cercare un nuovo campo da gioco. Grazie agli sforzi del presidente laziale Fortunato Ballerini, la squadra ottenne l’uso di due campi nel Parco dei Daini, situato ai margini di Villa Borghese. Questi campi, una volta abitati da daini e gazzelle, furono trasformati in campi da gioco grazie all’aiuto del Genio Militare.

Tuttavia, la permanenza della Lazio in questi campi fu breve. Dopo un incidente in cui una pallonata finì sulla vettura di una signora di alto rango, la squadra fu costretta a trasferirsi al campo della Farnesina, situato al di là del Tevere, vicino al Poligono di Tiro oltre Ponte Milvio. Questo campo fu inaugurato con una vittoria per 5-0 contro l’Audace.

La Lazio utilizzò il campo della Farnesina per poco più di un anno, prima di trasferirsi al campo della Rondinella, costruito nel 1914 sulle colline dei Parioli. Questo nuovo campo fu inaugurato con una vittoria per 3-2 contro l’Audace il 1° novembre 1914.

Questi primi anni rappresentano un periodo fondamentale nella storia della Lazio, in cui il club ha gettato le basi per diventare una delle squadre più importanti d’Italia. Ogni campo in cui ha giocato racconta una parte di questa storia, fatta di passioni, sfide e trionfi.

Campo Rondinella (1910-1927)

Lo stadio della Rondinella, costruito nel 1914 a Roma, fu un impianto sportivo attivo fino al 1957. Questo stadio sorgeva nell’area alberata tra l’attuale curva Nord dello Stadio Flaminio e la calotta del Palazzetto dello Sport.

Dopo aver utilizzato per anni gli spazi di Piazza d’Armi, il presidente della Lazio, Fortunato Ballerini, cercò un nuovo impianto sportivo per le partite casalinghe della squadra biancoceleste. Ottenne dei terreni nel quartiere Flaminio e, il 1º novembre 1914, inaugurò il nuovo stadio con una vittoria per 3-2 contro l’Audace. Tuttavia, le attività sportive furono sospese durante la Prima Guerra Mondiale, e l’impianto fu trasformato in un orto di guerra.

Al termine del conflitto, lo stadio della Rondinella fu ristrutturato, con l’aggiunta di una tribuna coperta in legno e la rotazione del campo di gioco di 180° nel 1924. La capienza complessiva dell’impianto era di oltre 15.000 posti. Durante questo periodo, l’impianto ospitò anche la Roma per le sue prime due partite casalinghe, tra cui una storica vittoria per 9-0 contro la Cremonese.

Perchè la Lazio ha come simbolo l’aquila?

Nel 1927, con la ricostruzione dello Stadio Nazionale del PNF, la Lazio iniziò a utilizzare anche questo nuovo impianto per le partite più importanti. Tuttavia, la Rondinella rimase un luogo di allenamento per la Lazio fino al 1957, quando un incendio distrusse gran parte dell’impianto. Quel che rimase dello stadio fu successivamente abbattuto e trasformato in parcheggio.

Lo Stadio della Rondinella (1914-1957)

Nel cuore dei Parioli, sulle colline romane, sorgeva lo storico campo della Rondinella. Questo impianto, inaugurato nel 1914, ha rappresentato per decenni la casa della Lazio. Il nome “Rondinella” derivava da un’antica strada, che a sua volta prendeva il nome dall’insegna a forma di rondine di un’osteria lì presente. La Lazio ha inaugurato questo campo con una vittoria per 3-2 contro l’Audace il 1° novembre 1914.

Durante la sua esistenza, lo stadio ha ospitato momenti storici per il club biancoceleste. L’8 dicembre 1929, il campo fu teatro del primo derby capitolino contro la A.S. Roma, che vide i rivali imporsi per 1-0. La Rondinella ha anche ospitato la finale nazionale del 22 luglio 1923, in cui la Lazio fu sconfitta dal Genoa, e il primo incontro del campionato a girone unico nel 1929, in cui la Lazio ottenne una vittoria per 3-0 contro il Bologna, fresco Campione d’Italia.

File: [StadioTorino1957circa.jpg] | Fri, 07 Jun 2019 14:49:00 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Durante la Prima Guerra Mondiale, il presidente laziale Ballerini, dimostrando grande sensibilità verso le difficoltà della popolazione civile, permise di trasformare il terreno del campo in un “orto di guerra”. Questo gesto altruistico fu riconosciuto e, nel 1921, la Lazio fu dichiarata “Ente Morale” per meriti sociali, culturali e sportivi, un riconoscimento unico nel panorama sportivo nazionale dell’epoca.

Nel corso degli anni, lo stadio subì diverse ristrutturazioni. Nel 1924, il campo fu ruotato di 180 gradi e fu costruita una tribuna coperta in legno, che riprendeva i colori della squadra. Questa tribuna poggiava su una base di mattoni, dove furono ricavati spogliatoi, la casa del custode e un magazzino. Gli spalti, realizzati in legno, circondavano il campo, portando la capienza complessiva dell’impianto a oltre 15.000 posti.

Perchè la Lazio vuole lo Scudetto del 1915?

Nel 1928, all’interno dello stadio, fu inaugurato l’anello del cinodromo, grazie all’iniziativa di due nobili romani, il conte Carlo Dentice di Frasso e il conte Romeo Gallenga Stuart.

Tuttavia, la storia dello Stadio della Rondinella ebbe una brusca interruzione una notte estiva del 1957, quando un incendio devastò il cinodromo e la tribuna. Questo tragico evento anticipò la fine dell’impianto, che era già minacciato dal nuovo piano regolatore della città. Pochi anni dopo, nel 1959, fu inaugurato il nuovo cinodromo di Roma a Ponte Marconi, e le ruspe iniziarono a demolire gli spalti della Rondinella per fare spazio all’attuale parcheggio del Villaggio Olimpico.

Questo stadio, con la sua storia e le sue emozioni, rimane impresso nella memoria di molti tifosi laziale, rappresentando un’epoca d’oro del calcio romano e italiano.

Stadio del P. N. F. (1911-1953)

Dopo aver lasciato il campo della Rondinella, la Lazio si trasferì allo Stadio del Partito Nazionale Fascista, noto oggi come Stadio Flaminio. Questo stadio, pur avendo perso il suo primato tra gli stadi romani a favore dell’Olimpico, rimane un punto di riferimento fondamentale nella storia della Lazio e un capolavoro architettonico. Fu edificato nel 1911 per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia. Durante questo periodo, Roma vide la nascita di molte strutture iconiche come il Vittoriano e il Palazzo di Giustizia. L’idea era di dotare Roma di uno stadio degno della sua importanza come capitale.

l Trasferimento Epocale: Alessandro Nesta dalla Lazio al Milan nel Caldo Agosto del 2002

L’architetto Marcello Piacentini fu incaricato di progettare lo Stadio Nazionale, che può essere considerato uno dei primi stadi moderni. Il design si ispirava agli stadi ellenici, ma con decorazioni tipicamente romane. All’interno, quattro colonne onorarie portavano statue bronzee che simboleggiavano le vittorie sportive. Lo stadio, costruito su un’area di 32.000 m^2, poteva ospitare eventi di atletica leggera e non fu mai utilizzato per partite internazionali di calcio.

Durante la Prima Guerra Mondiale, lo stadio fu temporaneamente abbandonato e non fu mai completato secondo il progetto originale. Tuttavia, fu ristrutturato nel 1927 e rinominato Stadio del Partito Nazionale Fascista. La tribuna principale fu coperta e fu costruita una piscina. Il campo di calcio fu adattato alle dimensioni richieste dal CIO. Nel 1931, fu anche installata una pista ciclistica in legno.

Lo stadio ospitò molti eventi storici, tra cui la vittoriosa finale della Coppa Rimet del 1934, in cui l’Italia sconfisse la Cecoslovacchia. Tuttavia, con il passare degli anni, lo stadio mostrò i suoi limiti, soprattutto in termini di capienza. Questo portò alla necessità di nuove strutture sportive a Roma.

Nel 1953, la Lazio abbandonò lo stadio quando fu costruito il nuovo Stadio Olimpico. Tuttavia, nel 1959, il vecchio stadio fu demolito e ricostruito su progetto dell’architetto Pier Luigi Nervi. Questo nuovo stadio, chiamato Flaminio, fu inaugurato nel 1959 e divenne un punto di riferimento per gli eventi sportivi a Roma.

Il Flaminio, costruito nella stessa area del precedente stadio, poteva ospitare 55.000 spettatori. Aveva una tribuna principale coperta e numerose strutture interne, tra cui una piscina riscaldata, palestre e uffici. Era dotato di un impianto di illuminazione artificiale e quattro torri faro metalliche.

In sintesi, lo Stadio del P. N. F. e il successivo Stadio Flaminio rappresentano capitoli fondamentali nella storia sportiva e architettonica di Roma. Entrambi gli stadi hanno ospitato momenti indimenticabili per i tifosi della Lazio e hanno contribuito a fare di Roma una delle capitali dello sport in Europa.

Stadio Olimpico (1953)

Nel 1953, la Lazio iniziò a chiamare lo Stadio Olimpico la sua casa. Questo imponente stadio, situato ai piedi della collina di Monte Mario, ha una storia che risale agli anni ’30, quando fu costruito su un’area bonificata tra il Tevere, Piazzale Milvio e Viale Angelico. L’area, situata nella zona nord-ovest di Roma, dista circa tre chilometri a nord del Vaticano e poco più di un chilometro dallo Stadio Flaminio.

L’idea di costruire uno stadio in questa zona fu concepita come parte del Foro Mussolini, un complesso sportivo progettato dall’architetto Enrico Del Debbio nel 1928. Questo progetto fu fortemente sostenuto da Mussolini, che voleva rafforzare l’immagine di Roma sul piano sportivo. Il Foro, pensato come una vera e propria città dello sport, fu inizialmente ideato per ospitare l’Accademia Fascista di Educazione Fisica. I lavori per la realizzazione dell’Accademia iniziarono nel 1928 e furono eseguiti dalla ditta di costruzioni di Luigi Speroni.

Lo stadio, noto inizialmente come Stadio dei Cipressi, fu progettato per ospitare non più di 10.000 spettatori sulle gradinate in travertino. Fu pensato principalmente per l’atletica leggera e le gare ginniche. Tuttavia, il progetto originale prevedeva la costruzione di ulteriori gradinate che avrebbero aumentato la capacità dello stadio fino a 100.000 posti. Questa visione, tuttavia, non fu mai realizzata a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la guerra, il CONI si occupò del recupero e del completamento dello stadio. La designazione di Roma come città olimpica nel 1951 accelerò i lavori di ristrutturazione. L’ingegnere Roccatelli fu incaricato del progetto, ma dopo la sua morte, l’architetto Annibale Vitellozzi prese il suo posto. Vitellozzi si occupò dello sviluppo architettonico dello stadio, della sistemazione dei locali interni e della realizzazione delle postazioni radio e TV.

Una volta completato nel 1953, lo Stadio Olimpico poteva ospitare 84.000 spettatori. Tuttavia, la capacità fu ridotta a 54.000 posti in occasione dei Giochi Olimpici del 1960. L’architettura dello stadio, con la sua copertura in teflon e i suoi sedici pilastri, è un esempio di come l’architettura sportiva possa combinare funzionalità e bellezza.

Nel corso degli anni, lo Stadio Olimpico ha ospitato numerosi eventi sportivi di rilievo, tra cui partite di calcio, gare di atletica e concerti. Tuttavia, uno degli eventi più tragici fu l’uccisione di Vincenzo Paparelli, un tifoso colpito da un razzo durante un derby nel 1979.

Oggi, lo Stadio Olimpico rimane uno dei principali luoghi di ritrovo per i tifosi della Lazio e un simbolo della storia sportiva di Roma. Con la sua imponente architettura e la sua ricca storia, rappresenta un legame indissolubile tra la città eterna e il mondo dello sport.

Momenti Iconici della S.S. Lazio negli Stadi*

1. **Campo di Via Flaminia (1901-1902)**:

   – **Le Prime Radici**: Qui, la Lazio ha mosso i suoi primi passi nel mondo del calcio, gettando le basi per un futuro ricco di successi e passione.

2. **Campo di Piazza d’Armi (1902-1910)**:

   – **Consolidamento dell’Identità**: Durante gli anni in questo stadio, la Lazio ha iniziato a costruire una solida base di tifosi e a stabilire alcune delle sue prime rivalità storiche.

3. **Campo Rondinella (1910-1927)**:

   – **Il Primo Grande Trionfo**: Qui, la Lazio ha celebrato alcune delle sue prime vittorie significative, consolidando la sua posizione come una delle squadre di punta del calcio italiano.

4. **Stadio Nazionale (poi Grande Torino)**:

   – **La Finale della Coppa del Mondo 1934**: Anche se la Lazio non era direttamente coinvolta, lo stadio ha ospitato la storica finale tra Italia e Cecoslovacchia, un momento di grande orgoglio per il calcio italiano.

5. **Stadio Flaminio**:

   – **La Casa Temporanea**: Durante le stagioni in cui la Lazio ha giocato al Flaminio, il club ha vissuto momenti di alti e bassi, ma ha sempre mostrato resilienza e determinazione.

6. **Stadio Olimpico**:

   – **Scudetto 1973-1974**: La Lazio ha vinto il suo primo scudetto nella stagione 1973-1974, un momento storico celebrato in grande stile all’Olimpico.

  – **Scudetto 1999-2000**: La vittoria del secondo scudetto della Lazio, con una squadra leggendaria che ha battuto ogni avversario sul suo cammino.

Questi sono solo alcuni dei momenti iconici vissuti dalla Lazio nei vari stadi nel corso degli anni. Ogni stadio ha le sue storie, le sue emozioni e i suoi ricordi, e insieme formano la ricca tapezzeria della storia della S.S. Lazio.

L’importanza degli stadi nella cultura Laziale

Gli stadi non sono solo luoghi fisici dove si svolgono partite di calcio; sono templi sacri dove si celebrano riti, tradizioni e passioni. Per la S.S. Lazio e i suoi tifosi, gli stadi hanno rappresentato molto di più di semplici impianti sportivi: sono stati testimoni di trionfi e sconfitte, di gioie e dolori, di sfide e conquiste.

La cultura Laziale è profondamente radicata nella storia degli stadi che il club ha chiamato “casa” nel corso degli anni. Ogni stadio ha le sue storie, le sue leggende e i suoi ricordi, e insieme formano un mosaico di momenti che hanno plasmato l’identità del club e dei suoi tifosi.

Il Campo di Via Flaminia, il Campo di Piazza d’Armi, il Campo Rondinella, lo Stadio Nazionale, lo Stadio Flaminio e, ovviamente, lo Stadio Olimpico: ognuno di questi luoghi ha contribuito a definire la cultura Laziale in modi unici e inestimabili. Questi stadi hanno visto nascere leggende, hanno ospitato partite epiche e hanno ascoltato gli inni e i cori dei tifosi che risuonavano nelle loro tribune.

Per i tifosi laziali, gli stadi sono luoghi di pellegrinaggio. Sono luoghi dove si ritrovano per condividere la loro passione, per sostenere la loro squadra e per vivere emozioni insieme. Gli stadi sono il cuore pulsante della comunità Laziale, luoghi dove generazioni di tifosi hanno trasmesso la loro passione per il club ai loro figli e nipoti.

In conclusione, gli stadi sono fondamentali per la cultura Laziale. Essi rappresentano non solo la storia e la tradizione del club, ma anche l’essenza stessa di ciò che significa essere un tifoso della Lazio. Sono luoghi di appartenenza, di identità e di orgoglio, e continuano a giocare un ruolo cruciale nel definire la cultura e l’eredità della S.S. Lazio.

Conclusione

Gli stadi, con le loro mura e i loro prati verdi, sono molto più di semplici costruzioni di cemento e acciaio. Sono custodi di storie, di emozioni e di passioni che hanno attraversato il tempo. Per la S.S. Lazio, ogni stadio ha rappresentato un capitolo fondamentale nella sua affascinante storia, un luogo dove si sono intrecciati destini e sogni.

La Lazio, con la sua tradizione secolare, ha visto generazioni di tifosi riunirsi sotto lo stesso cielo, condividendo la stessa passione, gioendo per le vittorie e trovando conforto nelle sconfitte. Gli stadi sono stati il palcoscenico di questi momenti, testimoni silenziosi di ogni singolo battito del cuore biancoceleste.

Invitiamo quindi voi, lettori, a riflettere sull’importanza di questi luoghi sacri nella vostra vita e nella storia della Lazio. Ogni tifoso ha un ricordo speciale legato a uno stadio, un momento indimenticabile che ha segnato la sua esperienza come sostenitore. Condividete con noi questi ricordi, raccontateci le vostre storie e le vostre emozioni. Perché la storia della Lazio non è solo fatta di trofei e di partite, ma anche e soprattutto di persone, di tifosi, di voi.

Celebriamo insieme l’importanza degli stadi nella storia della Lazio e continuiamo a scrivere insieme nuovi capitoli di questa magnifica avventura.

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