problemi della Lazio

Partiamo con una nuova rubrica per discutere di una cosa molto importante che riguarda la Lazio. Claudio Lotito ha il pregio di aver salvato la Lazio dal fallimento portandola a lottare per la Champions League, ma la Lazio si è ritrovata sempre a lottare per i primi quattro posti come outsider. Questo perché Lotito ha sicuramente tanti pregi ma anche tanti difetti, errori cronici, che da sempre hanno limitato il potenziale di questa societa. 

In questa nuova rubrica voglio evidenziare questi errori e come si potrebbero aggiustare le cose con buona volontà e determinazione. Uno dei pregi di Claudio Lotito è stato quello di ridurre drasticamente le uscite, quando nel giugno del 2004 Lotito compra la Lazio la squadra è fortemente indebitata e per prima cosa il nuovo proprietario del club taglia le spese. In questo Lotito è stato bravissimo, ma per tagliare le spese uno dei modi più efficaci è tagliare il personale.

Questo ha consentito alla Lazio di ridurre drasticamente le uscite e portare il bilancio dopo pochi anni in una situazione ottimale. Ma i Club di Calcio sono ormai una multinazionale e non si può gestire una società del genere con un organigramma ridotto all’osso. Ci sono alcune settori delle societa calcistiche che devono essere ben strutturati. Un esempio chiaro è la Juventus. Negli anni d’oro degli scudetti consecutivi il club bianconero aveva un Direttore Sportivo, Beppe Marotta, un suo vice, Paratici e vari altri dirigenti impegnati in diverse funzioni, ad esempio, il fratello di Giorgio Chiellini, per anni è stato responsabile dei prestiti dei giocatori usciti dalla Primavera.

Perchè si chiama Lazio e non Roma?

Nella Lazio per anni la struttura responsabile del calciomercato era Igli Tare e basta. Capite che solo un uomo non può gestire una mole di lavoro del genere. Per questo ci siamo ritrovati con tanti giocatori fuori rosa e molti giocatori usciti dalla Primavera senza squadra e spediti in categorie inferiori e poi persi.  Sicuramente avere solo un dipendente a gestire tutto il calciomercato consente alla Lazio di tenere i costi bassi, ma il risultato sono poi mercati mediocri e giocatori fuori rosa e svenduti non fanno altro che affossare in negativo il bilancio della Lazio e alla fine anziché risparmiare la Lazio si ritrova piû spese degli altri club che riescono, grazie ad una struttura più completa a piazzare tutti i giocatori

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Discorso che si può e si deve ampliare ad altri settori, come ad esempio al Marketing della Lazio.  La società di Lotito è anni luce indietro rispetto non solo ai club inglesi ma anche alle squadre italiane. Questo perché le altre societa investono molto sul marketing consci che queste spese sostenute aumentato le entrate tramite sponsorizzazioni e merchandising. Anche qui per tagliare i costi la Lazio si ritrova fortemente penalizzata e anche qui questa scelta penalizza la Lazio, perché si i costi sono inferiori ma anche le entrare. Cosi la società di Lotito è la big con meno ricavi in Italia, dietro anche alla Fiorentina, che da quando è arrivato Commisso ha potenziato il reparto marketing aumentando i costi ma ottenendo maggiori sponsorizzazioni. 

Perché i tifosi della Lazio cantano i Giardini di Marzo?

Un club di Calcio è ormai paragonabile ad una multinazionale mentre la Lazio sempre una società a conduzione famigliare, dopo il padre è il presidente, la moglie gestisce Formello e il figlio il settore giovanile e a breve diventerà il vice presidente. Con tutto il rispetto non si gestisce una società cosi, non nel 2000. Giusto tagliare i costi, ma a tutto c’è un limite, serve una struttura in grado di fare girare il club al meglio. Il calciomercato è fondamentale per un club, bisogna avere il numero di persone sufficienti per lavorare bene, discorso simile nel marketing ma anche negli altri settori all’interno della società. Perché la Roma apre la campagna acquisti mesi prima della Lazio se utilizzato lo stesso stadio? 

Perché hanno più risorse per creare e attivare la campagna abbonamenti. Il problema è che da questo punto di vista Lotito non ci sente, lui guarda il bilancio non capendo che con questa struttura, secondo lui più agile delle altre, la Lazio non potrà mai crescere.

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