Il Lavaggio Sportivo: Come l'Arabia Saudita Usa lo Sport per Rifarsi l'Immagine

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha dichiarato in un’intervista recente che per lui non è rilevante come il mondo percepisce gli ingenti investimenti del suo Paese nello sport. Ciò che conta, a suo dire, è l’aumento del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Arabia Saudita. Questa audace affermazione è emblematica di una tendenza crescente in cui le nazioni usano il mondo dello sport per migliorare la propria immagine a livello internazionale. Questo fenomeno è noto come “sportswashing”.

Sportswashing: La Tattica del Riavvio dell’Immagine

Lo sportswashing è un termine che descrive l’uso dello sport per riabilitare l’immagine o la reputazione di un paese o di un’organizzazione. In questo caso, il principale attore è l’Arabia Saudita, che è stata al centro dell’attenzione internazionale per una serie di controversie legate ai diritti umani. Gruppi e attivisti per i diritti umani accusano l’Arabia Saudita di utilizzare il mondo dello sport come diversivo per distogliere l’attenzione dalle violazioni dei diritti umani all’interno del paese.

Queste violazioni includono l’uccisione di centinaia di migranti etiopi disarmati, l’imprigionamento di attivisti per i diritti delle donne, l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi nel 2018 e l’esecuzione di 81 persone in un solo giorno nel corso dell’ultimo anno. Secondo Minky Worden, direttore delle iniziative globali di Human Rights Watch, il Principe Salman ha non solo ignorato queste accuse, ma le ha effettivamente supportate, confermando che lo sportswashing è diventato una politica statale.

Investimenti Massicci nello Sport

L’Arabia Saudita ha investito enormi risorse finanziarie nello sport, con un budget che ammonta a 50 miliardi di dollari dal 2016. Questo denaro è stato utilizzato per stipulare accordi di lungo periodo con importanti eventi sportivi e organizzazioni. Tra questi, un contratto decennale per ospitare eventi della World Wrestling Entertainment, competizioni internazionali di golf, eventi di Formula 1 e persino un tentativo di acquisire l’icona del calcio francese, Kylian Mbappé, con un accordo del valore di 332 milioni di dollari.

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Questi investimenti rientrano nella strategia Vision 2030 dell’Arabia Saudita, promossa dal Principe Salman, che mira a diversificare gli investimenti del paese, sia dal punto di vista economico, sociale che culturale. Tuttavia, secondo Worden, la Vision 2030 ha l’effetto di proiettare un’immagine di riforma dei diritti umani che non rispecchia la realtà.

I Rischio del Lavaggio Sportivo

Il lavaggio sportivo comporta non solo implicazioni in termini di immagine, ma anche rischi concreti. Un aspetto critico è legato alla costruzione di infrastrutture sportive per ospitare grandi eventi. L’Arabia Saudita, secondo Worden, non aveva l’infrastruttura necessaria e ha dovuto costruire stadi enormi, spesso senza le protezioni dei sindacati per i lavoratori migranti che lavorano in condizioni climatiche estreme.

Il paese ospiterà il torneo di calcio della Coppa del Mondo per club FIFA 2023 a dicembre, un annuncio che ha scatenato l’indignazione di gruppi per i diritti umani come Human Rights Watch e Amnesty International.

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Le accuse di sportswashing sono state avanzate anche in occasione dell’acquisizione da parte del fondo sovrano dell’Arabia Saudita dell’80% del club di calcio della Premier League inglese, il Newcastle United, con una transazione da 400 milioni di dollari. Amnesty International ha descritto questa operazione come uno “strumento di pubbliche relazioni” atto a distraire l’attenzione dalla situazione dei diritti umani nel paese.

L’Arabia Saudita e il Rifiuto delle Accuse

Nonostante queste accuse, i rappresentanti sauditi avevano precedentemente respinto il concetto di sportswashing. In un’intervista con CBS News nel giugno, il ministro dello sport, il principe Abdulaziz bin Turki Al Saud, aveva dichiarato di non essere d’accordo con l’idea che i paesi possano coprire atti cattivi attraverso lo sport.

Tuttavia, il Principe Salman sembra non preoccuparsi delle percezioni negative sugli investimenti sportivi dell’Arabia Saudita. Durante l’intervista con Fox News, ha con orgoglio dichiarato che lo sport ora rappresenta l’1,5% del PIL del suo paese.

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Felix Jakens, responsabile delle campagne prioritarie e degli individui a rischio di Amnesty International UK, ha commentato che nonostante il rifiuto di etichettare queste azioni come sportswashing, il Principe Salman sembra non preoccuparsi degli attivisti pacifici imprigionati, delle numerose esecuzioni avvenute nel paese e delle sofferenze della famiglia di Jamal Khashoggi, che continua a sperare che venga fatta giustizia per il suo caso.

Le Indagini del Senato Statunitense

Le preoccupazioni riguardo alle azioni dell’Arabia Saudita nel mondo dello sport hanno raggiunto il Senato statunitense. Recentemente, la nuova lega di proprietà saudita, LIV Golf, ha annunciato una partnership con il PGA Tour. Questo accordo ha sollevato preoccupazioni riguardo all’influenza che il regime saudita potrebbe esercitare sugli eventi sportivi statunitensi e ha portato all’apertura di indagini da parte di due senatori americani e del Dipartimento di Giustizia.

Durante un’audizione sul tema, il senatore Richard Blumenthal ha affermato che questa questione va ben oltre il mondo del golf ed è un’espressione di come un regime brutale possa acquisire influenza, persino il controllo, di istituzioni americane al fine di rafforzare la propria imm

agine pubblica.

Il Futuro del Lavaggio Sportivo

Secondo Worden di Human Rights Watch, il golf potrebbe essere solo l’inizio di una strategia molto più ampia dell’Arabia Saudita per ospitare grandi eventi sportivi, come i Mondiali del 2030 o del 2034. Il mondo dello sport dovrà affrontare una scelta fondamentale: cedere alle lusinghe di investimenti miliardari o difendere i principi dei diritti umani, dei diritti delle donne, della libertà di stampa e dei diritti dei lavoratori.

In conclusione, il caso dell’Arabia Saudita illustra chiaramente come il mondo dello sport possa essere utilizzato per scopi politici ed economici. Il fenomeno dello sportswashing solleva domande etiche e morali importanti, e il mondo sarà chiamato a decidere se premiare gli investimenti finanziari o se difendere i valori fondamentali.

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