La crisi del calcio italiano

La sconfitta di ieri è incredibile ma è frutto di tanti errori. Il calcio italiano è sicuramente in crisi, ma anche così la nostra nazionale doveva battere la Macedonia. Ripeto parliamo della Macedonia, non della Francia.

Ha tante responsabilità Roberto Mancini che ha purtroppo fatto lo stesso errore che ha fatto Marcello Lippi dopo il Mondiale del 2006 e Enzo Bearzot dopo il Mondiale del 1982. Nessuno dei tre ha considerato che sono passati mesi dopo quei successi e non hanno preso in considerazione la forma dei giocatori

Come fa Insigne a giocare in Nazionale? Quest’anno ha fatto solo un goal su azione (ovviamente contro la Lazio) è stato sostituito spesso e volentieri a giugno andrà in Canada, è un giocatore che ormai con la Nazionale non c’entrava niente. E che dire di Barella? Un giocatori che da mesi è ormai in riserva e fa fatica a giocare ma che nella Nazionale gioca titolare e si vede, purtroppo. 


Florenzi è riserva nel Milan e Calabria è titolare. In Nazionale è l’opposto, solo perché Florenzi era titolare agli Europei. Non ha senso. Jorghino non è più quello di una volta, Tonali sta giocando bene, perché era in panchina? Mancini ha tante responsabilità per questo insuccesso. Doveva dare spazio ai giocatori più in forma, penso a Calabria, Tonali e anche Zaccagni. Invece si è fidato dei suoi uomini e ha fallito. 

Inoltre hai il capocannoniere del campionato e fai di tutto per non servirlo, poi non ti puoi lamentare se esci. Berardi non la passa mai e ieri si è mangiato due goal fatti. Ma piuttosto che passarla a Immobile ha preferito tirare. E oggi ne paghiamo le conseguenze. Ma il calcio italiano è malato, e non da oggi. L’Europeo ha nascosto le magagne, che sono evidenti. Gravina ha passato più tempo a provare a cacciare Lotito che a risolvere i problemi del calcio italiano, anche lui ha gravi responsabilità. Anziché attaccare il suo nemico perché non ha lavorato per curare il calcio italiano?

Il problema sono le primavere. Un esempio su tutti, la Spal lo scorso anno non aveva un italiano titolare nella primavera. Neanche uno! La Roma quest’anno ha tirato su due giocatori dalla primavera. Bene, nessuno dei due è italiano. Parliamo di Lazio. Igli Tare 2 anni fa prese il cugino di Nasri per la Lazio primavera, un giocatore che sta facendo solo panchina. Veramente non c’era un italiano migliore? Le primavere sono piene di stranieri, e non facciamo un discorso razzista. Nelle academy del City sono tutti inglesi, nella cantera del Barca sono tutti spagnoli. In Italia no.

Il problema è che poi questi stranieri non sono forti, anzi. Un esempio, la Lazio ha avuto per due anni un centravanti olandese, Tyro Nimmermmeer, in due stagioni con i biancocelesti ha fatto 5 goal. Serviva veramente portarlo dall’Olanda? Sicuri che non c’era un ragazzo nel Lazio migliore? Un contro è Raul Moro che fa la differenza in Primavera un conto sono questi stranieri che non danno nessun valore aggiunto. Però le società li prendono per fare favori agli agenti. Così si penalizzano gli italiani che non trovano spazio neanche in Primavera.

E purtroppo non è solo colpa di Tare, perché nelle altre primavere il discorso è uguale. Gravina anziché attaccare Lotito doveva imporre delle norme e limitare il numero di stranieri in primavera, e invece nulla. Così ci ritroviamo pieni di stranieri mediocri e pochi italiani di livello. Adesso è il momento giusto per risolvere il problema, altrimenti andare al Mondiale sarà sempre più difficile.  

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