Buongiorno a tutti, qui Vittorio. Il 21 marzo segna l’inizio di una nuova era per la Lazio con Igor Tudor che ha condotto le sue prime sessioni di allenamento come tecnico della squadra. Come avevo anticipato, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni giornalisti, Tudor non ha esitato a implementare la sua visione tattica fin dal primo momento, optando per un audace 3-4-2-1.

Questo cambiamento segna una netta deviazione dalla precedente gestione, dimostrando che la filosofia di un allenatore deve essere la bussola che guida la squadra. È impensabile assumere un tecnico con un approccio radicalmente diverso e aspettarsi che adotti la stessa tattica del suo predecessore. Il caso di Walter Mazzarri al Napoli è un chiaro esempio di quanto possa essere disastroso cercare di confinare un allenatore in un sistema non suo.

Dunque, la Lazio ha deciso per una rottura totale con il passato, abbracciando la filosofia di Tudor e il suo schema preferenziale. Questa scelta rappresenta non solo un cambio di modulo ma anche un messaggio chiaro: la squadra è pronta a seguire una nuova direzione, con tutto ciò che comporta in termini di selezione dei giocatori e di strategie in campo.

Le prime scelte di Tudor hanno già fornito indicazioni significative. Casale è rientrato tra i titolari, una mossa che prelude a scelte interessanti per il futuro, specialmente considerando le necessità della squadra in termini di difensori centrali se si continua con un sistema a tre dietro.

Il centrocampo a quattro ha visto Lazzari su una fascia e Pedro sull’altra, una scelta obbligata più che strategica, data l’assenza di alcuni giocatori chiave. Al centro, Cataldi e André Anderson hanno preso posizioni cruciali, sebbene l’assenza di Rovella e Gusi, oltre a Vesino impegnato con la nazionale, lasci ancora aperte diverse possibilità per il futuro.

È evidente che Tudor sta già pensando a come modellare la squadra secondo la sua visione, con Kamada che emerge come un potenziale titolare fisso sotto la sua guida. Questi movimenti anticipano una stagione di transizione e adattamento, in cui ogni giocatore avrà l’opportunità di dimostrare il proprio valore all’interno di questo nuovo schema.

Questi cambiamenti non sono solo tattici ma simbolizzano anche un rinnovamento di mentalità all’interno della squadra. Con Tudor alla guida, la Lazio sembra pronta a intraprendere un percorso che potrebbe non solo rivoluzionare il suo gioco ma anche ristabilire la squadra come una forza dominante nel calcio italiano.

In conclusione, l’arrivo di Tudor segna l’inizio di un capitolo entusiasmante per la Lazio. Con le sue prime scelte già chiare, la squadra si appresta a navigare in acque inesplorate, con la speranza che la nuova formazione e la strategia possano portare a successi sia in patria che in Europa. La strada da percorrere è ancora lunga, ma l’ottimismo e l’eccitazione per il futuro non sono mai stati così alti.

Vittorio Campanile

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