La verità su Cragnotti e il fallimento della Lazio

Quante volte abbiamo sentito dire che Sergio Cragnotti ha fatto fallire la Lazio? Quante volte abbiamo sentito che i debiti contratti per gli acquisti eccessivi fatti dalla Lazio di quegli anni hanno portato la Lazio in bancarotta? Tante volte eppure non è la verità, la Lazio non si è ritrovata ad un passo dal fallimento per i colpi di mercato di Cragnotti ma per un motivo molto diverso, ed è tempo di dire la verità e di riportare in luce i fatti e non le chiacchiere.

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Cragnotti comprò la Lazio nel 1992 rilevando il pacchetto di maggioranza da Calleri, da li iniziò a fare investimenti che portò la prima squadra della capitale a diventare la squadra più forte d’Italia e una delle più forti d’Europa, ma evidentemente a qualcuno la Lazio li in alto dava fastidio. Sergio Cragnotti era un investitore, un “uomo intelligentissimo con grande senso degli affari”, come veniva definito ai tempi d’oro nei migliori salotti finanziari del Belpaese. “Un venditore di granaglie” come preferì apostrofarlo Silvio Berlusconi.

Cragnotti ha avuto una carriera folgorante grazie anche a investimenti rischiosi ma che fino al 2000 avevano portato i frutti sperati. Ma le cose stavano per cambiare. Nel 1991 dopo essere uscito da Enimont fonda la sua mercante Bank, la Cragnotti & Partners, l’idea è quella di comprare azioni e rivenderle ad un prezzo superiore. Prima acquista la Bombril, azienda brasiliana che lui conosceva bene avendo vissuto un Brasile, poi nel 1994 compra la Cirio. I problemi di Cragnotti nascono dal fatto che viene meno al suo business plan comprare e rivendere azioni. 

La società anziché comprare e vendere viene bloccata dall’acquisizione Cirio a cui segue quella strategica della centrale del Latte di Roma. Anziché una mercante Bank diventa una azionista di Cirio. Cragnotti per strategie di mercato inserisce la Lazio all’intero della Cirio e questo alla fine si rivelerà un grave errore. Sergio Cragnotti non ha grandi capitale e per fare queste acquisizioni come per rilevare la maggioranza della Cirio si deve indebitare.

Per questo ad inizio anni 2000 la Cirio emette delle obbligazioni, non parliamo di cifre mostruose, ma di 150 milioni di euro, per racimolare capitale dal mercato. Una operazione abituale per molte società. le banche fissano un tasso di interesse importante, il 7,5%. La crisi economica non aiuta la Cirio che continua ad aumentare i ricavi, addirittura raddoppiandoli in un anno, ma il livello di indebitamento della società è alto. Quando nel 2002 le obbligazioni vanno in scadenza e la Cirio deve ripagare le emissioni la società non ha in pancia la liquidita per ripagare il debito uk Il 7 novembre 2002 il Trustee inglese Law Debenture dichiara che le obbligazioni Cirio non saranno rimborsate, quello porterà al default della Cirio. 

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Sergio Cragnotti si è ritrovato in una situazione complicata dovuta ai suoi investimenti pericolosi ma anche tradito dal mondo finanziario. Infatti prima della scadenza dell’obbligazione Cragnotti si era mosso per ottenere un aiuto, prima provando a cedere la Bombrill per racimolare il capitale necessario per tenere in piedi la Cirio e poi con le banche per chiederle aiuto nel rimborso dell’obbligazione con l’emissione di un nuovo bond. Del resto la situazione della Cirio era promettente, vero che la società era attualmente fortemente indebitata ma i ricavi facevano pensare che in 2 anni la situazione sarebbe stata molto positiva. 

Invece Cragnotti fu °tradito° dalle banche, in particolare da Capitala che gli ha girato le spalle dicendo no a questo piano. E qui va fatta una considerazione importante. L’Inter di Suning si è ritrovata, lo scorso anno, nella stessa situazione, anzi, con un debito peggiore visto che l’obbligazione in scadenza dell’Inter era 375 milioni di euro contro i 150 della Cirio. Ma l’Inter ha ottenuto l’appoggio del mondo finanziario che ha rifinanziato il debito rilanciando un nuovo bond da 450 milioni di euro. Questo era esattamente il progetto di Sergio Cragnotti, ma al patron della Lazio le banche dissero di no, a Suning invece, nonostante una situazione economica peggiore, hanno detto di si.

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La Lazio come vedete in tutta questa vicenda non era coinvolta, la situazione debitoria riguardava solo ed esclusivamente la Cirio, non la Lazio. Ma non finisce qui, perché Capitalia con una mossa a sorpresa, decise di “aiutare” la Cirio nel pagamento del debito con gli obbligazionisti solo ed esclusivamente se Cragnotti si fosse dimesso da ogni carica nella Lazio. Una cosa strana visto che la Lazio in quella situazione non centrava nulla. Perché chiedere di mollare la Lazio visto che la situazione debitoria non era derivata dagli investimenti nel club calcistico?

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Mentre la Cirio aveva problemi economici la Lazio aveva in pancia assets in grado di permettere alla squadra di navigare a livelli accettabili. Non solo, ma il passaggio da Cragnotti a Baraldi lasciò perplessità, primo perché Baraldi, che proveniva dal Parma non si era distinto per la sua eccellenza e quindi sembra una scelta piuttosto particolare, secondo, nonostante la crisi Baraldi si diede un compenso di oltre 1 milione di euro per gestire la Lazio. Strano che una società in crisi accetti di pagare profumatamente un CEO, che non aveva in passato particolare esperienza.  Furono le operazioni in quel periodo ad affossare la Lazio, vendite di calciatori a prezzi ridicoli (vedi Stankovic e Stam) e calciatori pagati a peso d’oro (vedi Dabo a 20 milioni di euro) oltre al deprezzamento di vari assets. 

Oltre il danno la beffa, perché la promessa di Capitalia non fu mantenuta, visto che Cragnotti fu indagato e processato per i Bond Cirio e si viste scippare di mano la Lazio. Sicuramente il patron della Lazio si era esposto troppo con operazioni troppo azzardate ma la Lazio, o meglio la Cirio è fallita per 150 milioni di euro, ovvero l’obbligazione non ripagata. l’Inter ha 390 milioni di debito verso le banche, la Roma 270 milioni, il Real Madrid 1 miliardo, eppure sono li, mentre la Lazio,  meglio la Cirio è fallito per 150 milioni, perché nessuna banca o banca d’affari ha voluto rinfinaziare il debito. 

E’ evidente che Cragnotti dava fastidio e sfruttando le sue manovre spericolate qualcuno lo abbia fatto fuori, a rimetterci è stata la Lazio, che è finita in strane mani che l’hanno portata ad un passo dal fallimento. Ripeto non furono le operazioni legate alla Lazio a far fallire Cragnotti ma è stato il default della Cirio a mettere la Lazio in difficoltà. 

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