Lazio senza sponsor

Canigani, responsabile del marketing della Lazio ha detto poco tempo fa “lo sponsor? Ci stiamo lavorando” intanto la Lazio inizia una nuova stagione ancora una volta senza uno sponsor sulla maglia. Invece la Juve ha lo sponsor avanti e indietro, il Milan ha lo sponsor, l’Inter ha lo sponsor, la Roma ha lo sponsor. Le altre squadre hanno tutti lo sponsor, la Lazio ci sta lavorando. 

Chissà, forse le altre squadre hanno iniziato a lavoraci prima? Per carità a me la maglia senza sponsor piace di più, ma c’è un motivo per cui le squadre decidono di mettere una macchia colorata al centro delle magliette: i soldi. Soldi che poi in chiave mercato fanno la differenza. La Lazio da anni incassa meno di tutte le altre big, uno dei motivi è l’assenza dello sponsor sulle maglie da gioco e questo si riflette sul bilancio e di conseguenza sul calciomercato.

La Lazio ci lavora, dice Canigani, la Roma invece lo annuncia. Voi direte, in un momento di pandemia non è facile trovare uno nuovo sponsor. L’Inter dopo secoli ha perso Pirelli ed ha subito trovato un nuovo sponsor. La Roma lo stesso. Voi direte che l’Inter non ha problemi a trovare lo sponsor, e i giallorossi? La Roma che non gioca più in Champions League, che quest’anno non è neanche andata in Europa League, ha uno sponsor sulle maglie, la Lazio invece no.

E la Lazio non ha avuto lo sponsor sulle maglie neanche quando è andata in Champions League, cosa veramente difficile da credere. Nonostante una vetrina importante nessun brand ha voluto associare il suo nome alla Lazio. Ma come mai le altre squadre hanno uno sponsor e la Lazio no?

Uno dei motivi è che la Lazio non è un brand internazionale. Tutte le big europee puntano all’estero, la Lazio punta a Roma. Tutte le big hanno account social in inglese e altre lingue, la Lazio solo in italiano. I club italiani puntano a penetrare il mercato asiatico e quello americano, la Lazio punta al massimo al mercato italiano. Nel calcio sempre più globale gli sponsor vogliono una visibilità internazionale, non nazionale. Samsung non vuole pubblicità a Roma ma nel mondo. Essendo un brand internazionale vuole associarsi ad un altro brand, vincente, internazionale.  Cosa che la Lazio non ti da. La Roma si, anche la Fiorentina. Anche la Salernitana ha l’account twitter in inglese, la Lazio no. Rao, responsabile della comunicazione a giugno ha detto che la Lazio ha preso nota della richiesta. In 3 mesi però non si è riusciti a tirare fuori un account social in inglese. Non è una impresa difficile, in 3 mesi tiri su un sito internet e una redazione. Evidentemente le priorità in casa Lazio sono diverse.

La Lazio è indietro anni luce dal punto di vista del marketing e la cosa più preoccupante è che anziché sembrare aver capito il problema, lo ignora. I responsabili della Lazio si sono dati la pacca sulle spalle per la presentazione della maglia “green”, iniziativa lodevole, ma sostanzialmente poco utile senza un risvolto internazionale. All’estero nessuno sa della maglia green della Lazio. All’estero la Lazio non esiste, o meglio gli account ufficiali non esistono. La Roma con l’arrivo di Pallotta fece una cosa molto intelligente, andò a prendere il responsabile della comunicazione del Liverpool che in un paio di anni cambiò il modo di comunicare, soprattutto sui social della Roma, facendola diventare un brand internazionale. 

La Lazio invece anziché andare a prendere persone dal mondo del calcio le prende dal mondo della politica. Prima Diaconale e adesso Rao, giornalisti che vengono dalla politica, non dal calcio. Evidentemente Lotito vuole sbarcare in politica? Non so, ma sicuramente arrivano persone che del mondo dello sport e dei social (tic tok, YouTube e Instagram) non sanno niente, e purtroppo si vede. Non c’è un motivo per cui un brand internazionale dovrebbe sponsorizzare la Lazio. E infatti la squadra biancoceleste rimane senza sponsor. 

Un peccato perché studi sul marketing sportivo segnalano come i successi aiutano a crescere il seguito, e la Lazio nella gestione Lotito ha vinto tanto, e avrebbe potuto sfruttare questi successi a livello di marketing internazionale in modo molto proficuo. Uno dei motivi per cui la Roma nonostante il buon utilizzo dei social è in rosso e che le campagne sociale funzionano ma senza trofei non hanno l’impatto vincente. Non solo, la Lazio ha avuto dei potenziali Brand Ambassador eccezionali. Pensate a Miro Klose, modello sportivo riconosciuto in tutto il mondo. Ma la Lazio lo ha utilizzato malissimo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *