Ha ragione Parolo

Ha ragione Marco Parolo. L’ex centrocampista della Lazio era un leader nello spogliatoio ma era anche uno che capisce di calcio. A differenza di Antonio Cassano che parla parla ma quasi sempre a vanvera, Parolo quando parla dice cose molto interessanti.

Nessuno probabilmente conosce lo spogliatoio della Lazio come lui, avendolo vissuto fino all’altro ieri. Nessuno conosce meglio i pregi e i difetti di questa rosa come lui. Anche per questo io lo avrei visto benissimo come dirigente alla Lazio, magari anche come direttore sportivo, ma questo è un altro discorso. 

Parolo si sofferma su una cosa di cui ho già parlato. La Lazio non vende mai. E’ vero che devi tenere i più forti ma non puoi tenerli tutti altrimenti non hai soldi per il mercato. Io ad esempio considererei Sergej Milinkovic Savic il fulcro della Lazio, l’unico incedibile, mentre ascolterei offerte per gli altri. Luis Alberto è un ottimo giocatore, ma si può sostituire per questo se arrivasse una buona offerta andrebbe accettata.

Il punto che sottolinea Marco Parolo è vendere all’apice. Lui sottolinea che il primo anno di Felipe Anderson con Pioli secondo lui il brasiliano andava ceduto. Si disse che era arrivata una offerta da 50 milioni per il brasiliano dallo United. Ecco con quei soldi avresti rinforzato la rosa in modo importante e dall’altra parte bisogna essere onesti e ammettere che Felipe Anderson non ha mai giocato a quei livelli.

Ogni tanto i giocatori raggiungono dei picchi che non riescono a ripetere per vari motivi. Se tu riesce a vendere il giocatore in quel momento, fai degli incassi super che puoi riutilizzare nel mercato per creare una rosa più forte. Anche perché, Felipe Anderson o Luis Alberto dopo il secondo anno con Inzaghi non si sono ripetuti, quindi ti sei comunque indebolito. Non solo, invecchiando il valore di alcuni giocatori scende e “perdi” un capitale importante.

Poi c’è l’altro punto nodale. I soldi incassati vanno spesi bene, perché altrimenti vendere i top player è controproducente. Se io vendo Milinkovic Savic a 100 milioni ma poi compro 10 Vavro (senza offesa per Denis) ho perso un campione e l’ho sostituito con 10 giocatori scarsi, quindi mi sono indebolito moltissimo.

La Lazio deve cedere i giocatori ma poi comprare giocatori pronti. Non si può scommettere sempre. Una volta ti può andare bene con Milinkovic Savic, molto spesso ti va male come Adekanye o Vavro. Devi prendere giocatori pronti, come De Vrij o Leiva. E’ vero anche qui a volte si sbaglia vedi Fares o Hysaj, ma comunque ti ritrovi giocatori che puoi eventualmente piazzare. La Lazio deve puntare su giocatori italiani, spiega Parolo, ovvero pronti per la Serie A che hanno già esperienza del nostro campionato, che non sarà il più bello del mondo, ma è sicuramente diverso dal campionato belga. 

Bisogna prendere giocatori pronti, giocatori di spessore. Cosa che purtroppo Igli Tare ha raramente fatto. Devi prendere giocatori o che giocano in Serie A o che giocano in campionati importanti. Se prendi un giocatore dalla Premier League difficilmente prendi un giocatore scarso (Adekanye non giocava in Premier), se lo prendi dal campionato serbo c’è il pericolo che possa essere di un livello non adatto alla Lazio.  Se vendi Luis Alberto, non puoi prendere 3 scommesse, ma devi prendere 2 giocatori che da domani possono partire titolari, poi magari puoi anche prendere una scommessa, ma 2 devono essere certezze.

Uno dei limiti della Lazio è attaccarsi morbosamente ai calciatori senza capire quando è il momento di lasciarli andare. Perché ripeto Il sergente è insostituibile ma tutti gli altri, da Luis Alberto a Felipe Anderson, hanno dei sostituti, per cui se qualcuno riceve una offerta importante è meglio lasciarlo andare.

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