Inzaghi e la Lazialità

Parliamo di Simone Inzaghi perché guardando sui social più di un tifoso della Lazio c’è rimasto male per l’esultanza di Simone Inzaghi. L’allenatore dell’Inter ha fatto come faceva alla Lazio, al gol di Correa ha corso 15 metri per abbracciare il giocatore e il resto della squadra. 

Lo scorso anno si diceva che Inzaghi celebrava così perché era laziale, quest’anno però ripeterlo con l’Inter significa che non esultava così perché tifo della Lazio ma semplicemente perché vive la partita con grande passione. Inzaghi non è un laziale ma un ottimo allenatore. La Lazialità è un altra cosa, ed è giusto farlo capire subito. Molti anti lotitiani dicevano che Lotito aveva fatto scappare un Laziale vero come Simone Inzaghi, in realtà non essendo laziale ma professionista Inzaghi appena è arrivata l’offerta di un club più prestigioso è scappato.

Basta dare del Laziale ad Inzaghi. Inzaghi è un ottimo allenatore che ha fatto molto bene alla Lazio ma basta. La Lazialità è un’altra cosa. La Lazio ha “sfruttato” Inzaghi per vincere le coppe e tornare in Champions Inzaghi ha “sfruttato” la Lazio per arrivare all’Inter. Inzaghi è un professionista, non un tifoso. Semmai il vero Laziale è Stefan Radu. Uno che viene chiamato dall’Inter, potrebbe lottare per lo Scudetto e guadagnare di più ma invece rifiuta. Ecco Radu è molto più Laziale di Simone Inzaghi.

Il tifoso deve capire che nel calcio moderno bisogna solo tifare la maglia. I giocatori vanno e vengono, quasi nessuno resta. Abbiamo visto Lukaku baciare la maglia dell’Inter e poi chiedere di andare al Chelsea, abbiamo visto Donnarumma dichiararsi tifoso del Milan e poi non rinnovare e andare via a zero. Abbiamo visto Antonio Conte che si è sempre dichiarato juventino allenare l’Inter.

Questo è il calcio moderno, che vi piaccia o meno è così. Quindi non vi dovete arrabbiare se Inzaghi esulta come un ultras, è il suo modo di fare, e farebbe così anche alla Roma. Così come non vi dovete arrabbiare per la doppietta di Correa. Grande giocatore, grande qualità ma poco lucido sotto porta. Anche alla Lazio partì benissimo. Il primo anno ogni volta che entrava segnava. Ma se l’argentino non è mai andato in doppia cifra qualcosa vorrà dire. E non parliamo di un 21 enne che ha ancora tanti anni davanti ma un giocatore che ormai da tempo gioca in Europa.

E non vi dovete arrabbiare neanche per le dichiarazioni post partita di Correa. “Sin da piccolo sognavo l’Inter” sicuramente sarà così. L’argentino, da grande professionista, ha dato il massimo per la Lazio, poi ha chiesto di cambiare. Ci sta. A me dispiace più per la cessione di Caicedo che per quella di Correa. Perché il Panterone veramente metteva l’anima ma con Sarri era diventato terza scelta è ha fatto bene ad andare via. Ringrazio Caicedo per quello che ha fatto e per i goal a tempo scaduto che ci hanno fatto godere tantissimo. 

Ma il tifoso deve ricordarsi che parliamo di professionisti, il tifoso tiferà sempre per la maglia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.