uber gradella

La storia della Lazio è piena di aneddoti incredibili, di personaggi indimenticabili di giocatori che per la maglia biancoceleste hanno fatto cose impensabili. Storie dimenticate, pagine ingiallite che vanno rispolverate e raccontante a quelli che non c’erano.

Oggi voglio parlavi di un personaggio di un calcio lontano, in bianco e nero, un calcio dove i soldi non erano la cosa più importante. Forse calciatori meno atletici e scattanti ma più veri, personaggi di un calcio ancora non “corrotto”dai soldi. Oggi vi voglio parlare di un personaggio unico, entrato nella storia della Lazio non per i trofei vinti, con la lazio vincerà il campionato Romano di guerra nel 1943/44, ma per una cosa che adesso sarebbe follia anche solo pensarla.

Prima a Piazza Mancini c’era un negozio di sport chiamato Gradella Sport, ogni volta che ci passavamo davanti mio padre mi raccontava di Uber Gradella, storico portiere della Lazio. Dopo aver dato addio al calcio giocato aveva aperto questo negozio sportivo a Roma. Dove all’interno trovavi foto in bianco e nero di Gradella con la maglia della Lazio.

Uber Gradella era il portiere della Lazio che ha giocato prima e dopo la seconda guerra mondiale. Gradella non è nato laziale, lo è diventato, come molti. Nato a Mantova nel 1921 arrivò a Roma dopo una gavetta nel nord Italia.  Arrivò alla Lazio nel 1940, era voluto da Juve e Inter, ma il presidente Zenobi bruciò tutti e lo portò a Roma. Gioca alla Lazio fino al 1942 quando deve trasferirsi a Biella ma torna a Roma l’anno successivo.

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Gradella era protagonista di un calcio che non c’è più “La domenica andavamo tutti a mangiare da Umberto a via Frattina, poi andavamo a piedi a piazzale Flaminio e prendevamo il tram per lo stadio. A bordo dell’1, insieme ai tifosi, raggiungevamo quello che ora si chiama lo Stadio Flaminio“. Impossibile adesso.

Per il portiere biancoceleste però l’avventura biaconceleste non è tutta rosa e fiori. Nella stagione 1948/49, contro l’Atalanta a 2 minuti dal termine su corner esce per prendere il pallone ma 3 giocatori atalantini gli cadono sul ginocchio rompendolo. Sta fuori 1 anno fra operazioni e diagnosi sbagliate.

La Lazio teme che Gradella non si riprenderà mai e allora va a prendere un altro portiere, Sentimenti IV. Uber invece recupera e dopo un anno di stop  si presenta all’allenamento ma trova una sorpresa poco gradita, la squadra biancoceleste ha già il portiere titolare, pagato anche tanto 500 lire, per lui non c’è spazio. La Lazio per riconoscenza per quanto fatto concede a Gradella la lista gratuita, la Laziolo lasciava libero di accasarsi con qualsiasi squadra. L’Inter si era fatta avanti, disposta ad assegnargli la maglia di portiere.  ma Uber dice di no. “o con la Lazio o con nessuno” e cosi nonostante avesse solo 28 anni Gradella abbandonò il calcio giocato perché non poteva più giocare con la sua amata Lazio.

Smessa la sua carriera da calciatore, con l’aiuto della Lazio, aprí un negozio vicino a Piazza Mancini. Pensate che Gradella diventò un tale punto di riferimento che per fino alla fine degli anni 60 diventò fornitore tecnico della Lazio, come la Mizuno adesso. A tale riguardo Gradella dirà  Anni dopo Gradella spiegò la sua scelta con queste parole “Non mi sarei potuto vedere con una maglia che non fosse quella della Lazio”. Per questo per i tifosi Gradella sarà sempre un eroe biancoceleste, per questo per quelli della generazione di mio padre ogni volta che si passava davanti al suo negozio, papà mi parlava del grande Gradella. I Laziali spesso entravano nel negozio per vedere un Grande Laziale, uno che piuttosto che cambiare squadra preferì ritirarsi. Fino al 2005 lo potevi ancora trovare nel suo negozio a parlare di Lazio.

Il 6 gennaio del 2015 è diventato una stella nel firmamento biancoceleste e per noi resterà sempre il portiere che fece il gran rifiuto per amore della Lazio

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